Il riciclo dei rifiuti edili spiegato in 7 (semplici) risposte

Qualsiasi attività quotidiana produce una certa quantità di rifiuti (detti anche inerti). Nel settore edilizio si parla di grosse quantità che richiedono un sistema di recupero e di recupero molto articolato, ma che assicura che l’inquinamento del territorio sia davvero ridotto al minimo. Soprattutto in un’Italia in cui i danni da rischio idrogeologico sono tristemente noti alla cronaca.
Per assicurarsi la migliore gestione dei rifiuti edilizi prodotti, il sistema più efficace è quello di rivolgersi a un impianto di recupero sul territorio: solo così le trafile burocratiche non saranno un problema e la qualità dei tecnici e dei macchinari sarà garantita, permettendo all’imprenditore o al privato un notevole risparmio economico.

Vediamo una serie di quesiti ai quali la ditta Icology  può oggi dare facile risposta, grazie a una lunga esperienza sul settore.

Sono un privato e sto ristrutturando il salotto. Come devo gestire i rifiuti che produco?
Una ristrutturazione privata spesso comporta delle piccole demolizioni. È addirittura stato calcolato che più del 90% dei rifiuti edili è prodotto da microdemolizioni. Il privato proprietario dell’immobile deve per legge smaltire questi rifiuti.

A cosa serve il formulario di identificazione del rifiuto?
Si tratta di un documento che chi demolisce è obbligato a produrre per permettere la tracciabilità dei rifiuti. Vi saranno indicati:
– i dati di chi produce i rifiuti
– la destinazione dei rifiuti
– l’origine dei rifiuti
– la tipologia dei rifiuti.
Ma non bisogna fermarsi all’obbligo: la tracciabilità del rifiuto è un sistema che garantisce uno recupero nel pieno rispetto dell’ambiente. Assieme ad altre tecniche, non solo riduce l’impatto ecologico, ma contribuisce ad abbattere i costi.
Attenzione: non tutti possono trasportare i rifiuti, anche se accompagnati dal formulario. Ma solo chi possiede l’autorizzazione per il trasporto e mezzi di ritiro, di recupero e di trasporto a norma (cioè iscritti all’Albo dei Gestori Ambientali).

Ci sono differenze fra i vari rifiuti prodotti?
Sì, i rifiuti edili sono di varia natura. Al privato occorre sapere che, anche se in piccole quantità, non si potranno trasportare nell’isola ecologica i rifiuti considerati pericolosi (come l’amianto). Le aziende di trasporto e recupero dei rifiuti, invece, attuano sempre un’analisi del rifiuto per stabilire se si tratta di rifiuti pericolosi e quindi smaltirli correttamente. All’analisi segue il processo di caratterizzazione di base del rifiuto.

Analisi e caratterizzazione di base dei rifiuti: cosa sono?
L’analisi del rifiuto è una tecnica necessaria a stabilire se il rifiuto è inquinante (si effettua attraverso test a pH costante, prove in colonna e prove di potenziale redox). In questo modo non solo si stabilisce in quale impianto di recupero  il rifiuto può essere trasportato, ma si ha la caratterizzazione di base del rifiuto, cioè la sua distinzione per tipologia. Conoscere quali tipi di rifiuto si ha davanti serve per due importantissime ragioni: assegnare un codice CER e stabilire il piano di riciclo. Entrambi servono a risparmiare non solo sullo recupero , ma su molti processi interni al cantiere.

Cos’è il codice CER e a cosa serve?
CER
(Catalogo Europeo dei Rifiuti) è un codice numerico di sei cifre che viene assegnato a ogni rifiuto, in base alla categoria di appartenenza. Per esempio, i calcinacci, che sono i rifiuti edili maggiormente prodotti, rientrano nel codice 17.01.07 (rifiuti speciali e non pericolosi).
Catalogare i rifiuti potrebbe sembrare un compito inutile. Eppure vi è un senso molto importante dietro: eseguire questa suddivisione durante la demolizione, permette di gestire in modo economico tutte le fasi successive di recupero. In un’ottica ecologica, infatti, ogni rifiuto -eccetto quelli dannosi per l’ambiente e per l’uomo- può essere riutilizzato anche nel cantiere stesso. Prendiamo per esempio la terra da scavo rimossa per insediare le fondamenta di un edificio: quella stessa terra, dopo essere stata catalogata con il suo codice CER e accumulata in un cassone apposito, potrà essere riutilizzata per rinterri o riempimenti, sia nello stesso cantiere che, per esempio, in zone franate da rimboscare.

Ovviamente non tutti i materiali di scarto possono essere riciclati. Occorre effettuare uno scarto a monte e poi suddividerli correttamente. Si può valutare l’attenzione di un’azienda di recupero e trasporto per l’ecologia, dall’attenzione che mette in queste fasi.

E se non smaltissi correttamente i rifiuti edili?
Lo recupero  scorretto dei rifiuti consuma risorse naturali ed è dannoso per l’ambiente e per la salute dell’uomo ed è pertanto un reato penale. È del tutto vietato dalla legge raccogliere, trasportare, recuperare, commerciare e smaltire rifiuti in discariche e nei cassonetti pubblici con mezzi non autorizzati. I trasgressori possono essere arrestati da 6 mesi a 1 anno (per i rifiuti non pericolosi) e fino a 2 anni (per i rifiuti pericolosi), oppure essere multati da 2.600 a 26.000€.
Viene dunque da chiedersi: perché rischiare, quando invece basta rivolgersi a un impianto di recupero dei rifiuti edili che, non solo, ci eviterà multe, ma, addirittura, ci farà risparmiare
?

Perché servirsi di un impianto di recupero?
Un impianto di recupero come Icology permette di donare una seconda vita al rifiuto edile e, addirittura, di risparmiare e guadagnare denaro dal riciclo.
Come? Innanzitutto bisogna riconoscere che il materiale edile acquistato, ha lo stesso valore commerciale anche da maceria. Grazie a macchinari specifici che frantumano i rifiuti, è possibile ottenere un materiale omogeneo e riciclabile che mantiene le stesse prestazioni dei materiali integri. Ciò significa che delle macerie di cemento trattate da un impianto di frantumazione, divengono cemento frantumato che viene riutilizzato in cantiere proprio come il cemento al primo utilizzo, con la grande differenza che il costo del materiale è del tutto abbattuto. Anche l’intera fase di riciclo ha costi molto bassi. Il rifiuto edile, attraverso il riciclo, guadagna un vero e proprio valore e può divenire ancora utile!
Perché? I benefici del riciclo non sono solo economici. Sono prima di tutto ecologici: il recupero dei rifiuti edili riduce il totale dei rifiuti. Ciò vuol dire che i rifiuti che proprio non possono essere riciclati e cha vanno trasportati negli impianti di recupero , saranno in quantità ridotta (minori spese di trasporto, meno metri cubi da pagare). Uno recupero ridotto, riduce a sua volta l’inquinamento prodotto dalle discariche. Non da ultimo, vi è un aspetto civico che beneficia del recupero: si educa il lavoratore dell’edilizia a valorizzare il rifiuto e si incentiva la raccolta differenziata che occorre a tutto il processo di recupero.

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